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Loc. Gerbina

Valmozzola - PARMA

43050 PARMA - ITALIA

Tel. +39 338 174 6373

 

P.Iva 02925060341


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Cenni Storici

La Valle della
Mozzola

Il territorio di Valmozzola è collocato tra le medie valli di Ceno e Taro, un territorio che, per la sua particolare
morfologia e per il fatto di avere confini naturali, ha conservato un ambiente dal quale traspare un ‘antica atmosfera
feudale.
La Valle del Mozzola è segnata da numerosi movimenti franosi ed è tagliata nella parte mediana da una costa che
termina in una formazione ofiolitica ( il Groppo ) a precipizio sulla sinistra del torrente, dove in età medioevale
sorgevano le rocche di Landasio e di Gusaliggio.
Le “Ofioliti” sono rocce magmatiche dette generalmente pietre verdi; esse si erigono dalle valli che con le loro pareti
scure assumono l’aspetto di vere e proprie rocche forti naturali, motivo per cui sono sempre frequentate fin dai tempi
più antichi ed in età medioevale utilizzate per costruirvi dei castelli.

Le terre dell’appennino parmense tra le valli del Ceno e del Taro furono fin dal 673D.C. terre di confine tra le città di
Parma e Piacenza, la linea di tale confine era scandita dalla presenza del monte Specchio e del Ceno ed esattamente il
confine era dato dal monte Spinola.

Della Rocca di Gusaliggio sono ad oggi visibili le rovine aggrappate alla rupe detta “ Il Groppo” , le vicende della Rocca
sono legate fin dalla sua origine alle principali dinastie del primo Medioevo: gli Orbetenghi da cui derivano le famiglie
Estense, Malaspina e Pallavicino.

Valmozzola “mette in mostra” alcuni dei suoi più importanti gioielli architettonici oltre alle rovine della rocca di
Gusaliggio è possibile visitare:
- “Gli edifici di Case Sozzi”: Case Sozzi ha origini precedenti al xv secolo; già dal cinquecento la località era
ricca di vigneti e sono ancora visibili, sebbene abbandonati da anni, filari ed i modesti terrazzamenti dei
vigneti.
A partire dalla fine del settecento fo agli inizi dell’ottocento si ebbe il periodo più fiorente per case Sozzi;
risale a quel periodo la costruzione di un nuovo oratorio pubblico in sostituzione delle celebrazioni della
Pieve.

- “ La chiesa di Branzone”: la chiesa è dedicata a San Giacomo Apostolo, la chiesa è in stile atipico a capanna
con finestre che sembrano feritoie uniche nel loro genere in tutta la zona della Val Taro.
Se hanno notizie fin dal 1200 ma non si esclude la sa esistenza anche prima del 1000 d.c.; vi sono due ipotesi
sulla sua origine: una sostiene che venne eretta dai monaci di San Colombano di Piacenza; la seconda vuole
che l’attuale chiesa fosse in origine una piccola fortezza costruita dai ghibellini fuggiaschi da Firenze verso il
1200 d.c.; ad avvalorare la seconda ipotesi è l’antico passaggio sotterraneo che unisce la chiesa con la
canonica.
- “ L’oratorio di Cacaiola”: l’antico oratorio dedicato a Sant’ Enrico è uno dei più antichi edifici di culto presenti
nella Valtaro recante tracce di un insediamento rustico di età romana al cui interno sono presenti affreschi
collocati nel catino absidale dell ‘edificio.
- “ Il Borgo di San Siro “: è considerato un gioiello romanico nascosto tra i monti dell’Appennino con case in
pietra dal sapore medievale. La chiesetta, una delle più antiche della valle insieme all’oratorio di Cacaiola è
nata come oratorio nel tardo medioevo ed è diventata luogo di culto anche perché situata in un luogo
strategico per i pellegrini che percorrevano una strada secondaria di collegamento che dal Mozzola
attraverso il monte porta alla Valtaro e da qui alla Lunigiana. 

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